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​Come l'inglese sta lentamente sostituendo l'italiano

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ITALIA — Sono tutte parole inglesi che sicuramente avrete sentito migliaia di volte, e molti di voi probabilmente ne utilizzano alcune quotidianamente. E si, sono parole inglesi, non italiane, anche se ormai i bambini crescono pronunciandole ed usandole appropriatamente in un contesto, probabilmente senza neanche sapere che sono termini che in realtà prendiamo in prestito da altre lingue. E lo facciamo per due semplici motivi: non abbiamo un vocabolo italiano con il medesimo significato; oppure semplicemente decidiamo di utilizzare il corrispettivo inglese perché "va di moda".

Ebbene sì. Senza neanche rendercene conto, stiamo, giorno dopo giorno, modificando la lingua italiana (una delle più belle al mondo, ricordiamocene), riempiendola di termini inglesi che vanno a sostituire quelli nativi, e senza alcun motivo, ci tengo a sottolinearlo. Prendiamo ad esempio la parola weekend. Ormai anche le persone di una certa età conoscono il significato di questo termine, e magari lo usano anche senza problemi. Ma la lingua italiana ha un modo per indicare il "weekend", ed è il fine settimana. E allora, perché tutti noi, o quasi, continuiamo a dire frasi quali: "Cosa fai questo weekend?". Molto probabilmente perché è più comodo. Ci fa risparmiare tempo. E in un mondo dove tutto è frenetico e corre veloce, anche mezzo secondo per pronunciare qualche lettera viene considerato tempo prezioso. E questa è un'altra cosa a cui dovremmo pensare molto attentamente.

Oppure termini quali "boss", "cheap", "cash". "Ehi boss, puoi anticiparmi del cash, che ho visto una giacca davvero cheap nella vetrina di quel negozio”. Ma cosa è successo ai vecchi e cari termini come capo, contante ed economico? È davvero tanto faticoso pronunciare le parole correttamente, come ci è stato del resto insegnato a scuola? La realtà è che probabilmente per molti non si tratta neanche di questo. Tutti questi termini sono entrati a far parte del linguaggio quotidiano, passano in televisione e alla radio, non vi è modo di non essere bombardati da informazioni che utilizzano terminologia straniera. Ci troviamo ad esserne quasi risucchiati. Usare queste parole diventa un obbligo, se non si vuole rischiare di essere tagliati fuori.

Il rischio però è di finire ad usare vocabolo di cui non conosciamo neanche il reale significato. Tutti voi sapevate le tre parole inglesi scritte nell’esempio qui sopra? O conoscete il significato di tutte i termini inglesi che usate? O spesso si tratta solo di seguire la moda?
Qual è il vero significato di parole quali “download”, “crew”, “bet calcio Unibet”, o “customer service”? Quando non vengono usate in un contesto, molte di queste parole perdono tutto il loro significato. Motivo per cui forse sarebbe meglio cercare di restare più legati alla nostra lingua, invece di renderla confusionaria a causa di tutte queste aggiunte.

Vero è che qualche volta ci ritroviamo costretti ad usare parole inglesi, soprattutto nel campo della tecnologia. Ci sono invenzioni nuove che vengono presentate ogni singolo giorno, e spesso il nome che viene dato alle tecnologie moderne non ha un corrispettivo italiano d’impatto. Perciò l’invenzione ci viene presentata con il vocabolo inglese, e noi continuiamo ad usarlo, senza cercare di creare un termine che si adatti meglio alla nostra lingua. Un chiaro esempio di questo concetto è lo smartphone. Prima del suo avvento sul mercato, tutti avevamo il telefonino. Semplice e chiara parola italiana che lo definiva. Ma dal primo iPhone, è iniziata l’era degli Smartphone. E nessuno di noi lo chiama "telefonino intelligente", anche perché, diciamo le cose come stanno, sarebbe terribile. Ecco che ora non si discute più di telefonino all'avanguardia, ma solo ed unicamente di smartphone, in un mondo in cui chi non lo possiede è tagliato fuori da ogni discorso, così come chi non usa la terminologia più alla moda.

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