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​Italian vs. English: gli errori più comuni

È ormai arcinoto che, Brexit o meno, l'Inghilterra è una delle mete predilette dagli italiani, sia che si tratti di vacanza che di lavoro.

LIVORNO — È altrettanto noto che, spesso, i nostri connazionali non sono tra i migliori conoscitori della lingua inglese. Proviamo a vedere insieme alcuni degli errori più comuni e come evitarli.

Per piacere o per lavoro, il modo migliore per parlare inglese è frequentare una scuola di inglese Livorno

1. Suoni lunghi e brevi.

Spesso, in inglese, la differenza tra la pronuncia di una parola e di un'altra dal significato completamente diverso sta solo nella lunghezza del suono di una vocale. A volte si riesce comunque a farsi comprendere, ma spesso il risultato di questi errori può dare adito ad incomprensioni imbarazzanti. Non stupitevi, infatti, se pronunciando la parola "sheet" (lenzuolo) senza il suono vocalico ben lungo e chiaro, otterrete sguardi divertiti dal vostro interlocutore, perché se leggete la doppia “e” come una “i” breve state dicendo una parolaccia.

2. Omofonia.

Occhio anche alla scrittura. Tantissime parole dal suono simile o uguale hanno spesso, in inglese, grafie completamente diverse. Ad esempio, “notte” e “cavaliere” hanno la stessa pronuncia, ma se la prima si scrive "night", nel scrivere la seconda non dimenticate la "k" iniziale per ottenere "knight".

3. Th.

Tornando al parlato, il suono "th" è forse uno dei più alieni alla pronuncia italiana. Non una "f" come molti pronunciano e nemmeno una semplice t come per altri; è uno dei suoni che più fa capire l'importanza fonetica della lettera "h" nella lingua inglese. Provate a pronunciarla tenendo sempre la lingua dietro gli incisivi superiori e il suono che produrrete sarà sicuramente un ottimo primo passo per una pronuncia corretta.

4. L'articolo determinativo.

Non scordate mai che in inglese l'articolo determinativo ha una valenza molto forte, spesso molto più che in italiano. Per esempio, in italiano posso dire una frase come "ho una casa con i fiori in giardino", mentre se in inglese diceste "I've got a house with THE flowers in the garden", intenderete dire che i fiori del vostro giardino sono, in senso assoluto, i soli ed unici fiori del mondo!

5. Aggettivi per nomi plurali.

A differenza dell’italiano, in inglese gli aggettivi dei nomi plurali rimangono invariati, quindi che vi riferiate a uno, due o più soggetti, non dovete aggiungere nessuna "s" alla fine dell'aggettivo (happy dog / happy dogs).

6. Plurali.

Non basta la "s" per fare un plurale. Alcuni hanno forme variabili e irregolari che non si possono che imparare con lo studio e la pratica. Ad esempio, ricordate che il plurale di "person" è "people" (“persons” non esiste!).

Per impararne il più possibile iscrivetevi a un corso di inglese Livorno

7. False friends.

Non tutte le parole inglesi col suono simile a quello di certe parole italiane ne condividono il significato, quindi prestate sempre molta attenzione. Uno degli esempi classici è "eventually", che non significa "eventualmente", ma "alla fine".

8. La "g dolce".

In inglese la lettera "g" ha un suono quasi sempre duro e gutturale, come in gatto, e mai dolce come in gelato, per il quale invece si usa sempre la lettera "j". Il problema è che ci sono eccezioni in cui la g è dolce, come in “ginger”, “gym”, “gypsy”, “gin”…

9. Frasi idiomatiche.

I modi di dire non sempre sono trasferibili da una lingua all'altra, perché fanno capo a concetti e riferimenti spesso più culturali che linguistici. Ricordate infatti che il nostro "in bocca al lupo" in inglese trova il suo corrispettivo in "break a leg", che significa "rompiti una gamba". Abbiate quindi sempre cura di non limitarvi a tradurre più o meno letteralmente questi modi di dire, ma di scoprirne l'equivalente.

10. American Vs. British.

Non un vero e proprio errore, ma sicuramente può dare adito ad incomprensioni e ad una certa imprecisione nel parlare. Non tutte le parole si pronunciano alla stessa maniera da un lato o dall'altro dell'oceano e, spesso, una stessa cosa si indica con due nomi diversi, come nel caso di courgette\zucchini (“zucchine” rispettivamente in UK e in USA) o aubergine\eggplant (melanzane) o, ancora, una stessa parola può indicare due oggetti differenti, come nel caso di rubber\eraser (“rubber” in Inghilterra indica la gomma come materiale, mentre “eraser” indica la gomma per cancellare, invece negli USA si dice “rubber” anche per quest’ultima). Come regola generale scegliete una delle due parlate e adottatela evitando il più possibile di mescolarla all'altra e, soprattutto, ricordate sempre che il vostro interlocutore, a seconda della sua provenienza, potrebbe non capire di cosa state parlando o pensare che stiate parlando di tutt'altro.

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