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Livorno, Spinelli ed un pallone che non rotola più

Come è cambiata la gestione delle società negli ultimi anni.

LIVORNO — Nell’immaginario collettivo il calcio italiano ha vissuto di solide certezze negli ultimi trent’anni, col tempo quasi tutte sbiadite o completamente estinte. Un qualcosa che ci aiutava a mantenere dei forti legami col passato, con epoche lontane e romantiche, oggi ormai in disuso. La Juventus degli Agnelli, il Milan di Berlusconi e l’Inter di Moratti. Fino a realtà minori, ma che hanno scritto pagine storiche nell’epoca moderna del calcio italiano, dove se dici Udinese pensi ai Pozzo, Palermo e Zamparini, Genoa e Preziosi, così come se dicevi Livorno pensavi ad Aldo Spinelli.

Il vulcanico n.1 amaranto, rimasto tale per 17 lunghissimi anni, che rimarranno per sempre nella storia della società toscana. Erano oltre 50 anni che gli amaranto mancavano dalla Serie A, lui non solo ci è riuscito a riportare il Livorno così in alto, ma ha fatto di più: ha fatto vivere all’intera città il sogno dell’Europa. Vero, porte che si sono spalancate nell’anno di calciopoli in virtù delle penalizzazioni inflitte a Juventus, Fiorentina e Milan, ma il Livorno quel nono posto se l’era guadagnato sul campo al termine di annate straordinarie ed indimenticabili, condite da giocatori ed allenatori che avrebbero scritto pagine importanti del calcio nostrano ma anche oltre confine.

Tutto in 7 anni, dalla Serie C all’Europa League, dai campetti di periferia a Barcellona, dove contro l’Espanyol Cristiano Lucarelli e compagni si guadagnarono la possibilità del sogno di vivere la fase ad eliminazione diretta della competizione continentale. Superando un girone ed avversari difficili, con campi caldi come quelli di Glasgow sponda Rangers e di Belgrado contro il Partizan, con l’indimenticato gol di Amelia. Il portiere Campione del Mondo nel 2006, Spinelli ha dato a Livorno anche l’orgoglio di questo riconoscimento, che rimarrà per sempre.

Il mercato di Spinelli si è sempre principalmente rivolto al panorama italiano, portando in rosa futuri protagonisti come Palladino, Candreva, Lucarelli e lo stesso Amelia. Oggi la Serie A mantiene questo trend, in particolare la Juventus, che nel 71% dei casi ha dirottato le attenzioni sul prodotto made in Serie A. La Premier League è invece il torneo che più guarda all’estero, con solo 1/3 degli acquisti provenienti dal campionato interno. Esistono poi squadre particolarmente “affezionate” ad una provenienza: quella francese nel caso dell’Arsenal o spagnola del City, con ovviamente alla base motivazioni legate ai rispettivi tecnici (Wenger, Pellegrini e Guardiola).

Una presidenza, quella di Aldo Spinelli, vincente e tormentata, soprattutto negli ultimi anni: per un rapporto coi tifosi difficile, un rapporto amore e odio con entrambi i Lucarelli, che hanno vestito a lungo la gloriosa maglia amaranto. Con il dramma nel mezzo della scomparsa di Morosini, avvenuta nel 2012, in uno stadio che porta il nome del mitico capitano dell’Inter di Herrera, Armando Picchi, livornese doc. Oggi quella poltrona è vacane, per un’eredità difficilissima da raccogliere, per un’avventura impossibile da eguagliare.

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