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Torre della Cigna, parlano le famiglie occupanti

Sgombero Torre della Cigna. Parla il sindacato Asia-Usb insieme alle famiglie occupanti esprimendo soddisfazione "Per il percorso intrapreso"

LIVORNO — In merito alle dichiarazioni del Sindaco Luca Salvetti e dell'assessore al sociale Andrea Raspanti, riguardo al possibile sgombero della Torre della Cigna, Asia USB insieme alle famiglie occupanti esprime la propria posizione. "Prima di tutto vorremmo esprimere la nostra soddisfazione riguardo al percorso fin qui intrapreso, con l’amministrazione Comunale, che sembra abbia permesso un lungo rinvio della procedura di sgombero. Sgombero che inizialmente sembrava essere imminente (piccola correzione riguardo alla data della prossima udienza che non sarà il 16 novembre ma il 28).

Sin dal giorno dell'occupazione abbiamo sempre dato la massima disponibilità al dialogo e al confronto sia con la vecchia amministrazione che con quella attuale. In particolare l’assessore al sociale che non appena insediato si è da subito impegnato in un progetto di rilascio graduale della struttura come è avvenuto negli ultimi due anni.
Vorremmo ricordare che all' inizio del percorso di occupazione all’interno della torre si trovavano 240 persone e oggi ne sono rimasti circa 110, tra cui una ventina di minori e una donna in stato interessante.
Siamo sempre stati disponibili a tutti gli accessi da parte delle istituzioni e dalle proprietà e lo siamo stati anche con i vigili del fuoco che hanno eseguito numerosi sopralluoghi in merito alla sicurezza.
A tal proposito vorremmo ribadire che l’aspetto della “sicurezza” è stato mantenuto principalmente dagli occupanti stessi a partire, ad esempio, dall' alluvione di due anni che causò l’allagamento di alcune parti dell’immobile.
La nostra disponibilità è ovviamente subordinata al proseguimento del percorso di sistemazione in alloggi pubblici di tutte le famiglie occupanti che, come più volte detto, hanno tutti i requisiti per l’accesso ai bandi comunali e non avranno alcuna “corsia preferenziale” rispetto agli altri presenti nelle graduatorie. Ma soprattutto l’obiettivo principale sarà evitare qualsiasi ipotesi di sgombero forzato della struttura. Sgombero che non avrebbe alcun senso (neanche a conclusione del percorso) se non quello di voler eseguire una forzatura politica da parte di Questura e Prefettura".

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